mercoledì 23 dicembre 2009

Il petroliere

Per la serie "meglio tardi che mai"... Ho finalmente visto Il petroliere, violenta epopea sulla nascita del capitalismo americano.  La pellicola, da molti osannata, mi ha lasciato assai perplessa. Incentrato interamente sulla figura del petroliere Daniel Day Lewis, magnate illuminato che promette a tutti quanti progresso e ricchezza ma si trasforma in pazzo sanguinario, il film risulta superficiale nella definizione di tutto il resto. Non si capisce, ad esempio, il senso delle scene legate al giovane predicatore di paese che abbindola i fedeli: si vuol forse mostrare due modalità diverse di far leva sull'ignoranza della povera gente? Può essere, solo che la psicologia del ragazzo è tratteggiata piuttosto male. Non è chiara inoltre la natura del rapporto che lega il petroliere a suo figlio e ancor più ambigua è la figura del fratello. Nel film compaiono personaggi di cui non si comprende le ragioni profonde e questo onestamente disturba. Lo stesso protagonista è un personaggio senza troppe sfaccettature: si nota da subito la sua patologia ossessiva, ma non c'è molta gradualità nel processo che fa di questo uomo ossessionato dalla trivellazione un pazzo furioso capace di compiere azioni nefande. Per concludere: Daniel Day Lewis è bravissimo e il paesaggio affascina; la colonna sonora colpisce e lo stile registico è perfettamente coerente con la narrazione. L'attaccamento morboso della macchina da presa alla materia ci fa capire che nel mondo tratteggiato dal film conta solo ciò che è fisico, concreto. Il protagonista è costantemente seguito a distanza ravvicinata (viene in mente Visconti, che in Ossessione pedina passo passo il corpo di Girotti, quasi ne fosse perdutamente innamorato); inoltre la cinepresa è così affascinata dalla terra intrisa di bitume che riesce quasi a farcene sentire l'odore. Insomma, nel film non mancano gli elementi positivi. Qualcosa però non convince: ed è un vero peccato.

3 commenti:

  1. Ottima recensione, certo condivisibile. Però a me nel complesso il film è piaciuto: posso sperare che la caratterizzazione limitata possa servire per raccontare lo scarso attaccamento del protagonista al lato umano della vita?

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  3. Marco, dubito fortemente possa essere questa la spiegazione. Ci rimuginerò su, ad ogni modo.

    DNAcinema,grazie mille per i complimenti, son sinceramente lusingata. Cosa intendi di preciso per affiliazione? La faccenda credo possa essere interessante, ma andrebbe approfondita... Magari se ne ragiona meglio via mail. Ci risentiamo presto!

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